I rami

Rivedo le dita della ninfa divenire rami, rima in sol minore accompagna la disfunzione diatonica.
Così, senza dir nulla, il celato vino ambrato si versa sulla clavicola,  lasciando a tratti un sapore acerbo.
La meraviglia della follia è quella di trasformarsi in continuazione,  dal nulla, nel vero.
Ma poi… Chi giudica?
E se giudica,  chi teme?
Siamo anfratti d’etere abbandonati alla ricerca di un filamento rosso per congiungere il senso con il non senso.

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