Angeli Medi

La psiche, questo grande spazio ove l’uomo si perde e si confronta/conforta con se stesso, è stata tema di ricerca sia in ambito scientifico che filosofico e artistico.

La ricerca ha distinto nell’uomo ben tre aspetti del proprio centro, due abbastanza noti e riconosciuti sopratutto dagli studi freudiani, ossia l’io e il super ego, ed un terzo meno noto, ma già citato anche da Jung, che è la guida interiore.

Questi tre mondi che si uniscono in un UNO come il simbolo del Tao, riconosciuto dalla filosofia cinese taoista come il simbolo della vita e dell’universo, detto anche il senza nome, dove Yin e Yang sono noti (il bene e il male) mentre il ciclo infinito è solo una intuizione di quei pochi che sono andati oltre al noto, all’apparire.

Ed è proprio da quel ciclo, dai suoi vari stadi tra lo stato del bene e lo stato del male, che gli “angeli medi” nascono, essi sono collocabili in quel limbo grigio, dove non prevale ne il bene ne il male, ma si è come sospesi e adagiati tra frequenze non definibili.

Gli “angeli medi” sono in quella situazione che permette di decidere da che parte andare, di stare su di un piede solo, di voler volare o di rimanere a terra.

Una scelta, la scelta che vive nel qui e ora.

Una figura costantemente definita di spalle, semplicemente che non è qui, che va, che viene lasciata andare via, che in fondo ha già fatto la sua scelta di risalire la china, ma che come in un lutto non ha ancora risolto le cinque fasi (negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione).

Di nuovo la psicologia che ci viene in aiuto, per definire i processi della mente, e dell’inconscio, dove la logica accetta la fine di un rapporto, la morte di una persona, o di un’amore.

Ma dove il corpo, l’inconscio, non è ancora arrivato a comprendere totalmente la recisione della sua parte, di una parte virtuale fatta di desideri, ricordi, ambizioni per il futuro.

E che si contorce sulla chimica di se stesso.

Qui il grande lavoro del non trattenere le lacrime, il dolore, l’acqua, e il fuoco, lasciar libero di scorrere per elaborare fino alla sua conclusione la morte e tornare a volare come un angelo di luce.

Ma “l’angelo medio” è in quella fase che abbiamo prima descritto, e che con il suo non volare, delinea in modo preciso e sensoriale lo stato del non essere.

Colori, non colori, gesti di slancio, arti statici, la contrapposizione e il paradosso nella costante ripetizione di se stessi, del ciclo vitale.

Questi sono gli elementi di queste opere, che cercano di dare spazio di lettura ad ogni individuo cercando dentro di se le risposte scritte nell’anima, date dalla guida interiore.

Basta Ascoltare.

angelomedio4 angelomedio3

Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta

angelomedio1

Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta
Acrilico e carboncino su carta