Volti di Padova

30 settembre 2018

Ad inizio 2013 incontrai delle persone durante una mia mostra di pittura in centro, che mi raccontarono delle difficoltà dei locali delle Piazze patavine di rimanere aperti oltre le ore 24:00. Rendendo così difficile il relax universitario e sopratutto dando la possibilità a chi pratica la malvivenza di agire nell’ombra e nel deserto più assoluto.

L’arte e il cambiamento

Il confronto genera idee così nasce quella di fare dei ritratti gratuiti ai padovani in location insolite, ci venne in mente di fare le mostre e le performance nei Pub, bar, café, bistrot presenti nel centro di Padova.
Questa iniziativa fu appoggiata e sostenuta dal Movimento del Buon Senso (un movimento apartitico), e grazie ad articoli su web, passaparola e pubblicità tra i locali, cominciò a dare i suoi risultati.

Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.

George Bernard Shaw

A febbraio 2013 il primo locale ad ospitare l’iniziativa fu il “Nero di Seppia”, vicino al Santo, dipingere di fronte a molte persone non è così semplice, per quanto si possa essere preparati c’è sempre una mancanza importante, l’intimità con se stessi, ma superato questo ostacolo diventa divertente essere lì con pennelli e acrilici, con un tempo a scadenza e un bicchiere di vino, a ritrarre la persona davanti, cercando di capirla e chiedendole storie della sua vita, una specie di analisi psicologica di fronte ai colori.

Leggi l’Articolo del Movimento del Buon Senso.


La Roccia

Poi fu la volta della Roccia, un locale storico del centro, vicino all’Ospedale Vecchio, e davanti mi trovai una attrice di Amore Vacui, una compagnia teatrale del patavino, molto attiva sul territorio, che collaborava anch’essa con l’iniziativa dell’Agora del movimento del Buon Senso.
Ad ogni performance corrispondeva una mia mostra personale, quindi avevo l’occasione di portare i miei quadri in giro per Padova, anche se effettivamente l’orario serale e il boicottaggio degli orari di chiusura rendevano queste mostre e performance non molto frequentate.

Leggi l’Articolo della serata alla Roccia


Alla fine di tutte le serate e con un bel bottino raccolto di ritratti patavini, il gran finale fu la mostra al Caffè Pedrocchi, nella sala Ottagonale, credo una delle ultime mostre in quella sala, dopo il cambio di gestione la adibirono a locale ristoro.

Fu un’esperienza ricca di incontri e battute, dove l’arte, la pittura, creava un legante tra il mondo reale, difficoltoso e ostico e quel mondo surreale del colore, la luce e la poesia che nasce dentro ad una tela.

Il 21 settembre 2013 si concluse questa avventura con il Movimento del Buon Senso, ma fu l’inizio di una serie di performance pittoriche per locali, manifestazioni ed eventi. Le opere furono donate ai modelli delle varie occasioni, ma non tutte sono state ritirate, a volte l’arte si mette da parte.

Le opere: i ritratti patavini

L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.

Paul Klee